FESTA DI NATALE A SAN BARTOLOMEO, VIDEOSERVIZIO

Clip festa Natale 2015 from iis Livatino on Vimeo.

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USCITA DIDATTICA AL MUSEO CAPODIMONTE DI NAPOLI, IL NOSTRO VIDEOSERVIZIO

Uscita didattica a Capodimonte-Napoli from iis Livatino on Vimeo.

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RAPPORTO 2015

https://iislivatino.wordpress.com/2015/annual-report/

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STREPITOSO SUCCESSO PER LA FESTA DEGLI AUGURI DI FINE ANNO A SAN BARTOLOMEO IN GALDO

Strepitoso successo per la festa di fine anno organizzata dall’Istituto “Medi-Livatino” di San Bartolomeo in Galdo. Organizzazione generale e coro: prof. Donatella Ferro. Gruppo teatrale: prof. Emanuela Ricci. Gruppo musicale: i While di Baselice e San Bartolomeo in Galdo (Circelli, Palumbo, De Conno e Bianco). Saluti e chiusura: Maria Gaetana Ianzito (dirigente scolastica), che ha rimarcato il valore delle tradizioni cristiane ed il protagonismo dei giovani, da sempre incentivato dalla nostra scuola.

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AL MUSEO DI CAPODIMONTE DI NAPOLI LEZIONE CONFERENZA SUL PAESAGGIO NELL’ARTE

Lo scorso 17 dicembre 2015 le classi 4 A e 4 B del Liceo Scientifico “Medi-Livatino” di San Bartolomeo in Galdo, accompagnate dai docenti Lucia Gangale e Luigi Raia, hanno avuto modo di seguire un’interessantissima lezione conferenza sul tema: Leggere il paesaggio attraverso le opere dei grandi pittori. Relatore Carlo Bertelli, storico dell’Arte e già soprintendente ai Beni Artistici e Storici a Milano. La conferenza fa parte di un ciclo incluso nel progetto del Miur intitolato “Articolo 9 della Costituzione. Cittadini attivi per il paesaggio e l’ambiente”. Il progetto è sostenutodal Ministero per la Ricerca, Ministero dell’Ambiente, Ministero per i Beni Culturali, Fondazione Benetton, Camera e Senato della Repubblica.

Proprio dall’aticolo 9 è partito il dottor Bertello nella sua relazione accompagnata da splendide immagini dei pittori di cui si parlava: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico artistico della Nazione”.

Meravigliosa opera d’arte in versi è il Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi, che contiene la celebrazione del Creato in tutte le sue forme ed espressioni. Anche il presepe napoletano – ha continuato Bertelli – è rappresentazione del paesaggio, con la particolarità di fare continuamente riferimento al cibo di cui sono piene le sue scene.

Ambrogio Lorenzetti, pittore senese, è famoso per il dipinto Il Buon Governo, rappresentazione trecentesca del paesaggio italiano. Poco dopo di lui il Taquin, taccuino illustrato con figure di lavoro, è un libretto stampato in Lombardia, pieno di figure di orti e giardini. Leonardo Besozzo dipinge monaci benedettini che comprano il lavoro dei campi. Mentre con Giorgione il paesaggio acquista forza emotiva (nel dipinto La tempesta). Giovanni Bellini ci offre una magnifica rappresentazione de La Trasfigurazione, dipinto conservato proprio al museo di Capodimonte, con la particolare illuminazione sulla figura del Cristo, che si trova tra due profeti. Non vi è sgomento, ma serenità, tranquillità e speranza. Il paesaggio che è protagonista nel quadro è anch’esso calmo e tranquillo. Annibale Tognacci, bolognese che lavora a Roma, raffigura la Capitale nella sua immensa bellezza, che si può trovare finanche nei luoghi acquitrinosi, quegli stessi che Michel de Montaigne, in un suo viaggio del 1570, non aveva avuto remore nel descrivere come degradati. Il Domenichino rappresenta paesaggi dalla bellezza non troppo costruita, dove l’acqua ed il verde sono divertenti e gioiosi. Siamo lontani da Lorenzetti e dalla sua dicotomia tra campagna e città e rispettivi buon governi. Salvator Rosa dipinge un paesaggio drammatico, con personaggi in secondo piano. Si arriva così al neoclassicismo. Con Phil Hackert, pittore tedesco alla corte dei Borbone, scompare la drammaticità e subentra il paesaggio creativo e riposante. Morandi è il pittore di cose lontanissime, dove il particolare scompare a favore di una visione sintetica d’insieme. Carrà è pittore futurista e metafisico. Emerge nella sua pittura il paesaggio artificiale. Oggi, ha detto a tale proposito Bertelli, i centri commerciali, emblema della modernità, sconvolgono con il loro irrompere i paesaggi cittadini. Li creiamo perché non amiamo le nostre brutte periferie. Gli ecomostri sono anch’essi una bruttura del nostro tempo. Lo scrittore Pasolini in un suo documentario esprime nostalgia per la vita di una volta, soffermandosi su città come Orte e Sabaudia. Vi è però speranza, conclude Bertelli, perché come cittadini stiamo vivendo un periodo di responsabilizzazione verso il paesaggio che ci appartiene.

E’ seguito un intenso dibattito con le scolaresche presenti, provenienti anche da Capri, Capua, Acerra e Lagonegro.

Nel pomeriggio, dopo una sosta nel bellissimo parco, gli allievi hanno potuto visitare le sale del Museo di Capodimonte, mentre il professor Raia illustrava alcuni dei pezzi più notevoli dell’immensa collezione.

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TOMMASO CAMPANELLA: LA CITTA’ DEL SOLE, LE STELLE E LA POLITICA

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Nella giornata del 25 novembre 2015 una delegazione di studentesse della classe 3 A del Liceo Scientifico “Enrico Medi” di San Bartolomeo in Galdo ha partecipato alla conferenza dal titolo “Tommaso Campanella: la città ideale, le stelle e la politica” tenuta dal professor Maurizio Cambi (Università di Salerno), presso l’aula “Palatucci” del Liceo Classico “Giannone” di Benevento. L’iniziativa negli anni è sempre stata sostenuta dalla docente di Storia e Filosofia del “Medi” Lucia Gangale, che ha coinvolto gli alunni delle sue classi in questo importante appuntamento filosofico annuale nel capoluogo sannita.
Campanella vagheggia una città ideale che si apra all’universale. Una città buona per tutte le stagioni. Nel 1599 egli è arrestato per avere congiurato contro il governo spagnolo. È deportato a Napoli. Alcuni suoi compagni sono già stati passati per le armi e da lui ci si attende una confessione, che egli in effetti fornisce, per poi cominciare a fingersi pazzo, perché sa che nella mentalità del tempo, la sua perdizione sarebbe ricaduta sui suoi inquisitori. Solo i sani di mente sono responsabili dei propri atti. Poiché gli inquisitori sospettano che egli finga, lo sottopongono a 36 ore di veglia forzata. Uno strazio a cui egli regge, finché il 5 giugno 1600 viene dichiarato infermo di mente. È stata una prova durissima, da cui Campanella esce rafforzato, e da cui uscirà un periodo di grande fecondità letteraria (Campanella è stato anche un sublime poeta). Nel 1602 in carcere scrive “La Città del Sole”, opera che rappresenta un ossimoro con la sua condizione: la luce della città ideale contrapposta al buio delle carceri. L’opera arriva a Francoforte e l’autore sente di avere scritto un piccolo capolavoro. Intanto comincia a porsi un problema, che troverà giustificazione più tardi: «È stato giusto e utile scrivere La Città del Sole come appendice della politica reale»?
Passano 27 anni di carcere duro. Viene scarcerato per la sua abilità astrologica. Il papa, Urbano VIII (Maffeo Barberini, lo stesso di Galilei) lo fa giungere a Roma perché ha bisogno di una consulenza astrologica. Poi fugge a Parigi e nelle stamperie francesi nel 1637 vive in simbiosi con la sua creatura editoriale. Rispetto all’edizione francofortese del 1623, quella francese si arricchisce di quattro quaestiones. La questione 4 è sulla politica. Nella questione si enuncia dapprima il problema, seguono poi 8 questioni e 8 risposte alle questioni. Campanella dice che anche i Vangeli svolgono la stessa funzione dell’utopia: possiamo aspirare ad imitare Cristo, modello di vita inimitabile. Così i trattati di retorica: ci offrono un modello ideale di retorica, al quale possiamo avvicinarci, senza mai diventare dei perfetti retori. Ed ancora i trattati teologici: essi ci fanno tendere alla verità, che non coglieremo mai intera, ma quanto meno ci dispongono alla sua ricerca. Allora, il senso dell’utopia sta nel suo attrarci, anche se sappiamo che non arriveremo mai a realizzare una città perfetta. Ma quanto meno ci proviamo. Quanto meno ognuno è richiamato alle sue responsabilità quotidiane. Campanella precisa di avere scritto quest’opera nel solco dell’utopia di Tommaso Moro (avutasi circa un secolo prima), perché avessimo un modello a cui ispirarci per rendere migliore la nostra vita cittadina.
L’opera, quindi, contiene una valutazione comparativa tra noi, la nostra città, e la città perfetta che egli descrive. Se la forbice si allarga significa che la mia comunità è deficitaria e ciò mi fornisce la misura dell’imperfezione del mio presente storico.
Per scrivere quest’opera Campanella lesse moltissimo, compresi Platone e Aristotele e notizie su tutte le organizzazioni politiche del passato. Sottrae da ciascuna i difetti e lascia quello che è ottimale. Da questa operazione nasce la città dei “solari”. In essa sono eliminati tutti i fattori che procurano disagio ai cittadini, nell’ottica che la felicità non può essere solo individuale, ma collettiva. Tra i fattori di disagio vi è la proprietà privata, perché genera disuguaglianza e ingiustizie. Si può affermare che l’omologazione è la radice del successo della comunità inventata da Campanella. In essa anche gli accoppiamenti sono decisi dall’alto, da un Astrologo che è l’uomo di fiducia del Metafisico (o re Sole), che governa la città. Tutti nasceranno allo stesso momento, sotto lo stesso propizio cielo, ed avranno lo stesso carattere e le stesse virtù. L’accoppiamento seguirà non le leggi del desiderio, ma quelle astrali. Tutti avranno le stesse caratteristiche. Un’eugenetica ingenua, quella tratteggiata dal Campanella. Uguali nel carattere e nel fisico. Domanda: in una società dove tutti siano uguali chi ci garantisce che questo modo di procedere sia affidabile? Questa città, afferma Campanella, vive “alla filosofica”. È cioè la filosofia la base della convivenza cittadina. La stessa struttura piramidale della Città del Sole riflette la struttura dell’Essere. Ecco perché quella città non può essere imperfetta.
Inoltre, la sua eccellenza, oltre ad essere fuori di dubbio, sarà sempiterna, perché il Metafisico ha letto nelle stelle l’immediato futuro e la sua azione politica si adeguerà ai dettati di Dio.
La città è composta da 7 gironi concentrici ed è inespugnabile. Alla sua sommità si trova un tempio, che al suo interno contiene due mappamondi. Le mura sono istoriate ed i bambini, giocando, imparano. Nelle cellette del tempio dormono 24 sacerdoti che a turno, per un’ora al giorno, guardano i movimenti delle costellazioni, che sono il linguaggio di Dio. I sacerdoti colgono il variare dei fatti che stanno per avvenire ed il metafisico traduce quei movimenti in azione politica, come detto.
La lezione che viene dall’opera è che solo chi ha colto il senso della cultura, chi tanto sa e conosce non potrà essere crudele e spietato. E costui è, appunto, il metafisico, che così garantisce un governo equilibrato al suo popolo. Quello che Campanella avrebbe voluto vedere realizzato dal cardinale Richelieu, al quale aveva chiesto protezione, al quale, in una lettera, affida il compito di edificare questa città.
Al termine della lezione è seguito un intenso dibattito con gli studenti ed i docenti presenti in aula. Si è discusso, tra l’altro, dell’omosessualità del frate domenicano e delle lettere che lui scambiò con il suo amante.
L’incontro è stato chiuso dalla dirigente scolastica, Maria Fortuna Pedicini, la quale ha ricordato che il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne e che tale ricorrenza, come anche il pensiero del filosofo di cui si è parlato, deve indurci a praticare il rispetto e l’amore verso chiunque, al di là delle idee, condizione personale ed orientamento sessuale di cui ciascuno è portatore, nel pieno rispetto della dignità umana di cui si legge anche nei filosofi di tutti i tempi.

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IL GENIO DI LEONARDO

Nella giornata del 19 novembre 2015 le classi terze del Liceo Scientifico “Enrico Medi” di San Bartolomeo in Galdo hanno effettuato varie uscite sul territorio della provincia, accompagnate dalle professoresse Lucia Gangale e Donatella Ferro. In mattinata vi è stata la visita alla mostra “Il genio di Leonardo”, proveniente da Firenze ed ora esposta presso l’ex convento delle Clarisse a Montesarchio. Qui il dottor Carmine Faustino, ha condotto i ragazzi a scoprire i segreti dei molti oggetti inventati da Leonardo, di ispirazione veramente futuristica. Un allestimento di grande interesse storico-scientifico.

Nel pomeriggio vi è stata la visita ai siti compresi nel complesso museale di Santa Sofia, sito longobardo e patrimonio Unesco a partire dallo scorso 25 maggio 2011. Le scolaresche hanno visitato: la chiesa ed il chiostro di Santa Sofia, il Museo del Sannio, il bookshop, il Museo Arcos, dove è allestita la collezione egizia, ed infine la storica chiesa di Sant’Ilario, dove è stato visionato un filmato interattivo sulla storia ed i tanti motivi di fascino del maestoso Arco di Traiano. Insomma, un itinerario ricco di tanti motivi di interesse, che dimostra tutta la vitalità di un territorio e della sua lunga e notevole storia.

Uscita Montesarchio Benevento 19.11.15 from iis Livatino on Vimeo.

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E’ USCITO “IL PROVENZALE” NUMERO 9

L’Istituto d’Istruzione Superiore “Enrico Medi”, che comprende i plessi di San Bartolomeo in Galdo, Baselice ed il “Rosario Livatino” di San Marco dei Cavoti è lieto di presentare il numero 9 del suo giornale di Istituto, ideato dalla professoressa di Storia e Filosofia, Lucia Gangale e realizzato dagli allievi dei tre plessi.

Provenzale 9Il giornale, già premiato in concorsi nazionali e medaglia d’argento della Provincia di Benevento nel 2011, si in questo numero apre con una intervista i nuovi rappresentanti del plesso di S. Bartolomeo, Vitangelo Picciuto, e di S. Marco dei Cavoti, Cristiana Carolla. In particolare si parla di giornate alternative che si vorrebbero proporre per vivacizzare la vita scolastica e della Notte Bianca del Liceo Classico, in fase di preparazione. Sabrina Gentilcore ci parla dell’alluvione che ha colpito il Sannio, mentre Dora Vella della scoperta dell’antico ponte emerso nel corso della stessa a contrada Cerracchio, nel territorio di San Giorgio la Molara. Giuseppe Circelli passa in rassegna alcuni importanti personaggi di San Bartolomeo in Galdo, mentre Agnese Di Salvia fa il resoconto dell’inaugurazione della chiesa dedicata alla Santa Famiglia. Greta Agostinelli ci parla della storia infinita della Fortorina, che non è mai arrivata nel territorio di San Bartolomeo in Galdo. Vi sono poi articoli dedicati al fitness ed al tempo libero ed una recensione cinematografica: il film è “Woman in Gold”, diretto da Simon Curtis (Pomarico e Cerritello). Questo numero è impreziosito da un inserto a colori sulle meraviglie ancora da scoprire delle zone del Fortore.

Intanto, continua l’esperienza di Radio Livatino Libera, anch’essa fortemente voluta dalla docente Gangale.

studenti e provenzale

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BRIGHT LIGHTS

Bright Lights

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QUATTRO ANNI DI GRANDI COSE INSIEME

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