LECTIO MAGISTRALIS DI REMO BODEI SU ‘I PARADOSSI DEL TEMPO’ – PRESENTE IL ‘LIVATINO’

In data 6 marzo 2014, presso il Cinema San Marco di Benevento si è tenuto il secondo incontro del ciclo di conferenze “La mia filosofia e le filosofie”, promosso dal Liceo Classico “Giannone” di Benevento. Presente una delegazione di alunni del ‘Livatino’ di San Marco dei Cavoti, accompagnati dalla professoressa Lucia Gangale.

Remo Bodei è professore dell’Università della California a Los Angeles, a lungo docente alla Scuola Normale ed all’Università di Pisa. E’ tra i maggiori filosofi del mondo. Ha pubblicato moltissimi libri, occupandosi, in particolare, di Idealismo, Romanticismo, Estetica, oblio, immaginazione, identità individuale e collettiva.

I paradossi del tempo

Noi crediamo di conoscere il significato del concetto di “tempo”, lo usiamo come se fosse qualcosa di ovvio, invece la filosofia cerca di capirne a fondo il significato, non con un’utilità immediata, perché anzi la filosofia, come la musica di Mozart, prescinde da questo tipo di utilità. La Filosofia serve invece a formarci ed a farci orientare nel mondo, in cui siamo nati senza volerlo, dopo centinaia di generazioni.
Noi immaginiamo il tempo come una retta infinita, su cui scorre in maniera costante un punto, che avanzando si lascia alle spalle il passato e rosicchia l’avvenire.
“Voglio dimostrare come il tempo sia pieno di paradossi e vada contro la dòxa, cioè contro l’opinione comune”. Questo modello della retta, della variazione del tempo, è confutabile. Uno sarebbe preso per pazzo se dicesse che il tempo non scorre. Invece ci sono ipotesi valide.
Secondo Sant’Agostino, noi viviamo in un eterno presente: il presente del passato, come ricordo; il presente del futuro, come immaginazione, anticipazione, speranza; il presente del presente. Il tempo è “distensio animi”.
Ma qual è la concezione del tempo di Freud? È interessante notare che, mentre Newton considera lo spazio e il tempo come qualcosa di “absoluti”, cioè staccati dai corpi celesti, Leibniz afferma che spazio e tempo sono ordini. Lo spazio è l’ordine della coesistenza. Il tempo l’ordine della successione: una sillaba succede una sillaba, una nota un’altra nota. Freud afferma invece che il tempo psichico è “coesistenza della coesistenza e della successione”. Cioè, il tempo passa, ma ci sono traumi che abbiamo respinto nell’inconscio. Il passato rimosso resta fissato in un angolo della nostra psiche. Quindi, dal punto di vista psichico, c’è un tempo che passa ed un tempo che non passa. A livello spaziale, sarebbe come se un palazzo barocco contenesse un palazzo romano, una cappella antica ed una capanna preistorica. Cioè, incomprensibile.
Il paradosso che gli attimi non sono nel tempo (atemporalità degli attimi) dà poi origine alla mistica, perché implica il rapporto tra tempo ed eternità. Ma cos’è l’eternità? In Plotino (“Enneadi”), essa è la vita stessa. In Boezio (“De consolatione philosophiae”) è la “plenitudo vitae”, e non ha niente a che fare con la durata.
L’attimo presenta ulteriori paradossi. In Aristotele tra due attimi c’è tempo. Egli afferma che se l’attimo non passasse mai, la guerra di Troia sarebbe tra noi. Allora bisogna usare l’attimo come divisore (in questo caso il tempo non c’è) oppure come ponte (così il tempo c’è). Negli antichi c’è una matematica qualitativa (come, per esempio, in Pitagora). Per Aristotele il tempo è il numero del movimento come il prima e il poi. Ma allora il tempo è soggettivo o oggettivo? Egli fa un esempio: ammettiamo che mi addormenti come i Sette Sapienti, che si addormentavano e si risvegliavano dopo secoli. Se è un sonno senza sogni, allora il tempo non è passato. Aristotele resta incerto sul fatto che il tempo sia soggettivo o oggettivo, e cerca una mediazione non ben riuscita.
Invece, come già detto, in Sant’Agostino il tempo è solo soggettivo. Egli dice: “In te, animo mio, misuro il mio tempo”. È nel nostro animo che esiste il tempo.
Ed ancora: esiste un solo tempo o più tempi? Secondo Bertrand Russell, i tre minuti del sogno non corrispondono ai tre minuti di orologio.
Altra domanda: la tecnica ha mutato la nostra percezione del tempo? Diciamo di sì, in quanto il passato continua ad esistere nel presente, attraverso la fotografia, il cinema, i telefonini.
Altro dilemma: il tempo è ciclico o lineare?
Platone nelle “Leggi” concepisce un tempo ciclico, ma che, a differenza degli Stoici, non si rirpoduce in modo uguale dopo un ciclo di rotazione intorno all’alle terrestre di 36mila o 72mila anni.
Dal canto suo, la tradizione cristiana, dice che, se questo fosse vero, Cristo dovrebbe morire infinite volte in croce. Sant’Agostino, a tal proposito, afferma che l’idea del tempo ciclico è”diabolica”.
Conclusione: il tempo ha una quantità di usi e di applicazioni.

Annunci

Informazioni su iislivatino

Istituto di Istruzione Superiore di San Marco dei Cavoti - BN
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...