“LA MIA FILOSOFIA E LE FILOSOFIE”, AL CINEMA SAN MARCO SI E PARLATO DI NIETZSCHE. PRESENTE IL LICEO CLASSICO ‘LIVATINO’

Si apre con un commosso ricordo e con la dedica al professor Diodoro Cocca, originario di San Marco dei Cavoti ma da molti anni residente a Benevento, prematuramente e drammaticamente scomparso nelle settimane scorse, la settima edizione del progetto del Liceo Classico “Giannone” dal titolo “La mia filosofia e le filosofie”, che ogni anno porta in città docenti universitari di varie città italiane a parlare di Filosofia. Cocca era amatissimo docente di Filosofia presso il Liceo Scientifico “Rummo” di Benevento. Dalla preside del “Giannone”, Norma Fortuna Pedicini, e dalla professoressa Carmela D’Aronzo, anima di questo atteso appuntamento, l’idea di dedicare questo nuovo ciclo di conferenze alla memoria di un collega, un amico, che è stato un punto di riferimento per tanti giovani. E dalla platea, composta da centinaia di studenti provenienti da vari Licei di tutta la provincia, un commosso applauso tributato all’impiedi alla memoria di Diodoro Cocca. Presente, anche quest’anno, il nostro Liceo, classe V A per questo primo appuntamento, che si particolarmente contraddistinta per partecipazione e compostezza, ricevendo l’accoglienza ed il caloroso saluto della dirigente Pedicini. Gli studenti, che hanno già ricevuto l’attestato di credito formativo, erano accompagnati dalla loro docente di Storia e Filosofia, professoressa Lucia Gangale.

Il contenuto della conferenza di Paolo Amodio: “Nietzsche, rapporto tra verità e menzogna”

Nietzsche: “La foglia è causa delle foglie” – Rapporto tra verità e menzogna
PAOLO AMODIO
Docente di Filosofia Morale presso l’Università Federico II di Napoli – Cinema San Marco, 26 febbraio 2014

Il prof. Paolo Amodio ha parlato della filosofia di Nietzsche, che egli definisce “il più grande pensatore tra Ottocento e Novecento”. Un “pensatore scomodo”, complesso, che ha dato adito a molte interpretazioni. Prima quella in chiave nazista: Nietzsche sarebbe il teorico del Nazismo, grazie alla mediazione della sorella Elisabeth. Negli anni Settanta va invece di moda l’interpretazione di questo filosofo in chiave libertaria e come alfiere della Sinistra (cosa piuttosto improbabile). Fino ad arrivare alla lettura che ne da’ Heidegger, come “l’ultimo dei metafisici”: anche nella trasfigurazione dei valori, Nietzsche sarebbe rimasto nella metafisica tradizionale.
Amodio sottolinea un aspetto che non è evidenziato nei tradizionali manuali di storia della filosofia ad uso delle scuole, e cioè lo stretto legame tra il filosofo tedesco e la biologia dell’Ottocento, che egli conosceva alla perfezione, come hanno rilevato gli studiosi di scuola anglosassone), e quindi la matrice anche darwiniana delle sue riflessioni, anche quella per la quale la morale è un’antropotecnica (come afferma in “Verità e menzogna” e nella “Genealogia della morale”). E qui si entra nel vivo della questione. Tutta l’opera di destrutturazione della morale tradizionale da parte nicciana, si basa sull’assunto che tutta la filosofia tradizionale – sulla quale egli fa, appunto, un discorso genealogico – ha tenuto fuori la vita, il corpo, i sensi. Egli abbatte mostri sacri del pensiero: Socrate, Platone, San Paolo, Kant, che hanno costruito questo intellettualismo. Le Idee platoniche sono frutto di un’astrazione della mente. Ad esse Platone tende filosoficamente e la sua filosofia nasce da questa contemplazione.

Accade, secondo Nietzsche, che sulla distruzione del dionisiaco nasca un ente supremo: Dio. Invece egli risponde: “Dio è morto”. La morale tradizionale è, appunto, una menzogna. È il modo in base al quale si “allevano” alcuni tipi di individui. La morale, prosegue, è un modo che gli uomini hanno di presentare la specie (Nietzsche leggeva Darwin nella traduzione semplificata in tedesco, ha detto Amodio). La vita è una lotta per la sopravvivenza. Noi inventiamo la verità per mantenere compatta la società. L’uomo, come tutti gli altri animali, è determinato dai suoi impulsi alla vita. Non che provenga da un Dio. L’antropotecnica è allora, ha detto Amodio, ripercorrendo la filosofia di Nietzsche, quell’operazione per cui si inventa, si costruisce una morale, l’educazione, un Dio, per arginare l’impulso alla violenza insito nella natura stessa dell’uomo. Quando l’uomo scopre di essere contro tutti costruisce la morale, al solo scopo di garantire la convivenza.

Di qui la proposta del Superuomo, cioè di quel tipo di uomo che, preso atto di questa unica realtà, assume su di sé il coraggio di essere uomo. Invece la filosofia ha voluto costruire la cosciena. La dottrina dell’Eterno Ritorno, ha quindi sottolineato Amodio, non è molto diversa dall’affermazione di Spinoza, il quale definisce l’Uomo un “conatus essendi”, cioè uno sforzo di esistere. La morale tradizionale, secondo Nietzsche, è solamente il bene che vogliono i deboli. A perdere qualcosa in tutto questo è soltanto il Superuomo. I deboli hanno costruito degli “ideali ascetici”. “L’altruismo –dirà Nietzsche – è quanto di più lontano dall’Uomo”. L’ideale superomistico è, quindi, quello di prendere coscienza delle menzogne della morale preconfezionata e di porsi in un rapporto autenticamente umano con l’altro.

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Istituto di Istruzione Superiore di San Marco dei Cavoti - BN
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